Erminio Sinni: l’emozione di una voce

La bellezza sta nella normalità, nei dettagli quotidiani, nelle piccole cose che ci circondano

L’autore, classe 1961, ha al suo attivo più di cinquecento canzoni fra quelle pubblicate e quelle nel cassetto,  è un artista poetico e autenticamente contro corrente. L’ho scoperto una sera per caso, una di quelle sere in cui per parafrasare una sua canzone, ‘Lacrime di cielo’, “L’inverno era così vicino che si poteva vedere avvicinarsi come un vecchio che brontola  piano”.
Nel 1993  partecipò al Festival di Sanremo, piazzandosi al quinto posto con la canzone ‘L’amore vero’ ed aggiudicandosi anche il Premio Volare. Venne premiato direttamente dal grande Domenico Modugno per la miglior musica della manifestazione, ottenendo anche il Premio S.I.L.B. per il miglior testo.
Le sue melodie hanno l’intensità, l’armonia e la forza di un battito d’ali; nella sua voce c’è un mare in tempesta, la dolcezza e l’asprezza della sua maremma.
È un uomo che si cela dietro l’ironia e che di sé dice: “io sono uno che scava dentro sé e si racconta, prendo appunti e vado in giro a vivere e cerco di essere migliore ogni giorno”; come faceva il padre, minatore che  scavava dentro le montagne per estrarre minerali preziosi.
La sua musica è una festa di colori, di suoni e di ritmi, ricca di sfumature; gli arrangiamenti  tengono inchiodato all’ascolto, e i suoi testi restano dentro, mentre le parole continuano a ronzare nella testa e accompagnano i pensieri perché raccontano istanti di “magia” che le persone vivono. L’album ‘11.167 Km’ (2006) contiene il brano ‘La Ragazza’, che è nato durante l’attesa ad un semaforo e racchiude perfettamente quell’istante  in cui qualcosa di ordinario può divenire straordinario.
“Ha qualcosa che le passa per la testa e per questo ride, ha  un bagaglio di emozioni dentro al cuore che le riempiono gli occhi, se la osservi lentamente puoi avvertire i suoi pensieri, la puoi udire immaginare sotto quei capelli neri.”
Le donne come  quella che Erminio Sinni narra, a tratti ricordano quelle di Monet per la loro grazia, forza e poesia .
“La notte indoviniamo le stelle: ognuna ha un nome per ogni dialetto,poi chiudiamo gli occhi e immaginiamo la nostra casa e il nostro letto questa  nave è una provincia italiana sull’Atlantico e noi abbiamo solo le mani” queste sono le parole  del pezzo inedito “ la nave” che è come  una foto in bianco e nero. Le parole      dei migranti italiani dei primi del ‘900 i quali hanno occhi carichi di speranza e nostalgia e racconta i loro dolori.
La felicità che racconta è fugace e dolorosa, parla di ferite aperte mai più guarite, di serate arrugginite dietro le porte; ritrae una società che ha perso l’orientamento. Il tempo scolpisce primavere e amari sorrisi racchiusi in visi tatuati di tempeste,  uomini e donne che sono meno di niente che ridono di se stessi perché senza sogni ormai da tempo, mentre dentro tutto muore e un mondo indifferente li vede. Essi sfiorano l’immortalità attraverso i loro amori selvaggi di violenza e di dolcezza, ma a causa di troppo fumo si perdono. I suoi testi mettono al centro l’umanità, fanno vibrare l’anima, le parole sono fatte di spuma di mare e puoi quasi fermare il tempo; la sua musica è un balsamo per il cuore e quando glielo fai notare lui risponde: “una cosa normale quando la si mette in musica sembra chi sa che, la gente si emoziona perché ci si riconosce; io racconto cose semplici”.
Il suo nuovo disco ES è un disco da ascoltare ci sono dodici pezzi carichi di poesia e  le tre perle che colpiscono sono: “Salva Anime” feat Flavio Boltro, “Se Ci Fosse Ancora Piero” feat Massimo Bizzari, “Me Duele El Alma” feat Javier Girotto.
Martina Oro

Ringrazio Denis Cucciarru  per avermi suggerito il titolo di questo articolo,  ho usato molte parole dei suoi testi perché sono l’ideale per raccontare la sua musica tutta da scoprire: amara, disincantata.

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